IL GIOVANE CAVALIERE SUL SILURO

Pagine veraci in grado di “farsi pane per gli essere umani”.
Documento di un’epoca e storia di un duplice riscatto: per un giovane fatto arrestare ingiustamente per un vero atto cavalleresco e per la condizione della donna in generale. Un libro che oltre a farsi portavoce delle tragiche vicende di persone e personaggi vissuti durante la seconda guerra mondiale riesce a essere sempre attuale per la denuncia delle violenze che in ogni epoca sono state perpetrate ai danni della donna, ma anche perché evidenzia le difficoltà alle quali va incontro chi desideri mettere in atto una concreta solidarietà nell’ambito del luogo di lavoro, opponendosi al l’arroganza di alcuni che detengono il potere.

Autore: Carlo Piola Caselli
Collana: Pane, Anima ed Emozioni
Pagine: 44 p., Brossura 
Lingua: italiano
Anno: ©2019 PandiLettere Edizioni
ISBN: 978-88-943706-3-8
Prezzo di copertina: € 8,00


Prefazione

La casa editrice “PandiLettere” è felice di inaugurare la collana “Pane, Anima ed Emozioni” con “Il giovane cavaliere sul siluro” di Carlo Piola Caselli. Una collana di narrativa e saggistica che nasce con l’idea di parlare al cuore delle persone, nutrendo la loro anima e donando emozioni. Pertanto si è deciso di iniziare con un testo avente la duplice valenza di saggio e di racconto. Si tratta di pagine veraci in grado di “farsi pane per gli esseri umani” e in pari tempo segnare un percorso particolare. Documento di un’epoca e storia di un duplice riscatto: per un giovane fatto arrestare ingiustamente per un vero atto cavalleresco e per la condizione della donna in generale. Un libro che oltre a farsi portavoce delle tragiche vicende di persone e personaggi vissuti durante la seconda guerra mondiale riesce a essere sempre attuale per la denuncia delle violenze che in ogni epoca sono state perpetrate ai danni della donna, ma anche perché evidenzia le difficoltà alle quali va incontro chi desideri mettere in atto una concreta solidarietà nell’ambito del luogo di lavoro, opponendosi all’arroganza di alcuni che detengono il potere.
Ma come è nata l’idea di scrivere questa storia?
Il conte Carlo Piola Caselli, alcuni anni fa, in una gita a Pola, ha conosciuto Valerio, il figlio di Ugo, con la moglie. Discorrendo, appena inteso che sono di Livorno, il discorso è andato sul famoso cantiere Orlando, che ha prodotto tante unità navali per la Marina Italiana e per l’estero, poiché una cugina del suo bisnonno aveva sposato uno dei figli del fondatore di esso. Trovandosi in Istria, non potevano non parlare anche del silurificio di Fiume, appartenuto al medesimo gruppo industriale.
Saputo che suo padre aveva lavorato da giovanissimo in quel silurificio e che poi era stato trasferito al siluripedio di Porto Santo Stefano, è sorta un’amicizia che si è protratta negli anni.
Valerio un giorno, essendosi rivisti, incoraggiato da sua moglie Patrizia, gli ha parlato della vicenda di suo padre, per chiedergli se sarebbe riuscito a far luce su di essa, avendo soltanto un breve appunto di poche paginette. Gli ha risposto di scansionarlo e di mandarglielo.
Dopo alcune settimane ha ricevuto questo documento e, leggendolo, lo ha ritenuto particolarmente suggestivo, per cui si è immerso ad approfondire, con metodo storico, alcuni aspetti, traendone così qualcosa di più di un racconto, poiché in esso intervengono di riflesso anche dei personaggi tristemente noti delle variegate vicende dell’Italia nel periodo della seconda guerra mondiale.
Essendo rimasto colpito dal nobile gesto di Ugo a difesa di una coetanea, insidiata dal direttore dello stabilimento ausiliario, e dalle conseguenze, essendosi riversata su di lui la più sottile e atroce vendetta, l’analisi si è subito orientata sia sugli aspetti psicologici che sociologici, constatando però, amaramente, quanto sia difficile ottenere giustizia in certe situazioni poiché, mettersi contro a chi detiene laidamente il potere, possa essere foriero di grossi guai.
Esaminato questo aspetto primario, Piola Caselli si è addentrato a delucidare, dal punto di vista storico, i personaggi e le vicende corollarie, riservando particolare attenzione a quel periodo in cui la nazione, ammesso o non ammesso, si è trovata immersa in una guerra civile, poiché nel Centro e Nord d’Italia c’era stato il passaggio dalla monarchia costituzionale alla Repubblica Sociale Italiana, però sotto l’egida nazista.
Egli stesso all’età di pochissimi mesi, essendo nato a Bressanone (dove suo padre era ufficiale del Regio Esercito), era stato ostaggio con la sua famiglia delle truppe di occupazione tedesche, finché non avevano internato per bene tutti i militari italiani. In un suo scritto, in internet (“Ricordi storici, risorgimentali ed europeistici nell’Archivio Piola Caselli”) racconta questa vicenda e il fatto che un gerarca che aveva requisito l’albergo in cui la famiglia era solita fermarsi di passaggio a Trento diretta in Val Masul (sopra Merano), dove aveva dei diritti minerari, non gli aveva voluto dare una culla, mentre poi nella casa della nonna, a Bellano, sul Lago di Como, nel segreto di un comò proprio accanto al suo lettino, erano stati sfollati i documenti scientifici del nonno, di grande importanza strategica, sul berillio, catturatore di neutroni, e sulle sue leghe, che tedeschi ed americani cercavano.
Ma, tornando alle vicende di Ugo, è toccante l’impotente pietà del maresciallo dei carabinieri che lo ha dovuto arrestare. Colpisce che la banda del maggiore Carità a volte pretendesse di avere dei reclusi, dalle Murate di Firenze, da portare a trucidare, per rivalsa, e che il bravo direttore però facesse opposizione. Come appare molto forte il profilo di Dùmini, che rigirava Mussolini e tanti altri a modo suo. Sconvolgente il fatto che a “Villa Triste” (una delle tante disseminate nella penisola) fossero adottati tali metodi di tortura da far inorridire persino le SS!
Comunque, lo scopo di quest’indagine, non volendo essere di parte, non è di mettere in discussione gli attriti delle idee di un’epoca, ma di evidenziare i comportamenti virtuosi di alcuni e i misfatti di altri, appartenenti ad entrambe le parti.    Dobbiamo fare inoltre una riflessione, sulla resistenza passiva e silenziosa, che è stata fatta, sia nei settori politici delle carceri italiane, sia dagli Internati Militari Italiani (I.M.I.) in Germania.
Infatti, proprio in conseguenza di ciò, fin dalla sua giovanissima età Piola Caselli ha maturato uno spirito fortemente europeistico, poiché soltanto con l’unione si superano le barriere e si scongiurano frizioni tali da portare a dei conflitti armati, mentre osserviamo che i processi demagogici di divisione generano una concatenazione pericolosa, un rischio di sgretolamento e delle gravissime incognite per l’avvenire.

Lara Di Carlo
(editrice)

Lara Di Carlo